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FORMAZIONE: INVESTIMENTO INDISPENSABILE PER INCREMENTARE IL VALORE DELL’AZIENDA

 

" Nell’attuale scenario di rivoluzione tecnologica e digitale, innovazione continua, megamarketing, il ruolo dei collaboratori è diventato fondamentale e la loro crescita professionale un patrimonio irrinunciabile"

In un mercato in costante e rapida evoluzione, che ormai abbraccia l’intero pianeta e che si caratterizza per un aumento della tensione competitiva e per una accresciuta attenzione dei clienti all’equazione qualità/prezzo/prestazione/servizio, è fondamentale che le aziende puntino alla crescita del loro patrimonio intangibile e della loro principale competenza.

Infatti fino a poco tempo fa in termini gestionali e di patrimonio aziendale, l’attenzione delle imprese si era rivolta essenzialmente a fattori differenti dal “capitale umano”, privilegiando in primo luogo le immobilizzazioni tecniche, la finanza , i prodotti e i processi produttivi per ottenere vantaggi competitivi duraturi.

Le “risorse umane” pertanto erano state relegate in secondo piano e alle stesse era stato applicato il concetto dell’interscambiabilità, ovvero la possibilità di sostituire un collaboratore con un altro senza che l’azienda valutasse i costi patrimoniali investiti e i tempi della ricerca, selezione e inserimento.

In uno scenario come l’attuale, pesantemente condizionato dalla rivoluzione tecnologica e digitale e che vede ormai l’economia mondiale basata sugli scambi, sull’innovazione continua e sul megamarketing, il ruolo dei collaboratori è diventato fondamentale e la loro crescita  un patrimonio irrinunciabile.

Infatti proprio per sostenere l’ottimizzazione delle transazioni, creatività, inventiva. relazionalità sono determinanti e proprio queste caratteristiche sono il patrimonio di risorse umane qualificate.

L’apertura poi e la trasformazione dei mercati ha imposto alle imprese grandi e piccole, drastiche ristrutturazioni, acquisizioni, fusioni, joint venture e partnership con ricadute significative anche sul modo di lavorare, con aumento dei rapporti flessibili, della mobilità, delle rotazioni.

In sostanza stiamo assistendo ad una progressiva riduzione dei rapporti subordinati e ad una richiesta spesso inevasa di competenze tipiche dell’imprenditorialità professionale.

Questo per le piccole aziende può rappresentare un vero trauma, dal momento che in molti casi le risorse umane  presenti in azienda sono ascrivibili alla categoria dei fedeli collaboratori, con inadeguate capacità elaborative e relazionali.

 

Nasce da queste considerazioni pertanto l’esigenza di rivedere l’apporto dei collaboratori che tendendo a diminuire in azienda,debbono aumentare i loro skills e la loro produttività anche per garantirsi un futuro.

Occorre quindi investire sul capitale umano predisponendo degli opportuni percorsi formativi e inserendo nel budget gestionale delle piccole aziende uno specifico capitolo.

La tradizionale distinzione datore di lavoro-dipendente infatti,si sta evolvendo in una nuova dualità che vede il primo trasformarsi in “cliente” e il secondo in “fornitore di know how .

Questa tendenza sempre più evidente deve indurre il datore di lavoro/cliente a cercare di ottenere sempre il meglio dal suo collaboratore/fornitore e deve pertanto predisporre per lui progetti formativi mirati.

Ogni processo formativo deve però caratterizzarsi da un lato sulla crescita professionale (le competenze) dall’altro sull’elaboratività (le capacità) e dall’altro ancora sulla relazionalità (l’entrare in rapporto corretto con gli altri).

Questo è un vero percorso incrementale che non può avvenire in una sola sporadica occasione (un corso!) ma presuppone un vero programma formativo, fondato su un paradigma operativo che si sostanzia in : addestramento, comprensione, coinvolgimento, motivazione attiva, condivisione.

Il tutto realizzato attraverso la valutazione delle singole esperienze e la messa in comune delle idee e dei progetti, essenziali per la gestione positiva dei dubbi che sorgeranno durante il percorso di crescita.

E’ in definitiva un programma di intervento che richiede il supporto di un’affiancamento qualificato e di competenze didattiche, pratiche operative e relazionali che solo società specializzate e di lunga esperienza possono offrire.

I corsi, i seminari, i workshop anche se sono la condizione necessaria di partenza, non possono avere un ruolo esaustivo, ma dovranno sempre più essere affiancati da interventi di tutoraggio e supporto in azienda, mirati ad instaurare un circuito virtuoso permanente.

Infatti questa spirale dovrà essere attivata con continuità perché vivendo nell’economia della rapidità e della costante obsolescenza delle competenze,la gestione aziendale dovrà essere sempre più orientata alle conoscenze (management by learning) e alle capacità.

L’implementazione continua delle risorse umane (formazione permanente) infatti è il solo percorso che può condurre le aziende all’eccellenza e all’incremento del loro valore tramite la soddisfazione dei clienti. 

 
 
 
 
 
 
 
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