|
|
|
Maggio 2008
IL PIANO STRATEGICO
TERRITORIALE
|
|
|
|
 |
|
Premessa metodologica |
|
Oggi che le previsioni sono sempre più
difficili per effetto di scenari sempre più complessi, il mondo della
produzione e delle professioni necessita per poter competere in modo
efficace, di un ampio supporto dei sistemi territoriali locali.
Occorre poter disporre di un “sistema di
reti” in grado di fare da equilibratore tra l’efficienza del mercato e
la solidarietà del ruolo pubblico. Quando poi un territorio vede venir
meno la sua capacità propulsiva e la sua identità collettiva è
indispensabile ripensare al suo futuro posizionamento, per poter
affrontare con successo le minacce globali che si presentano.
Bisogna saper valutare se i suoi
tradizionali punti di forza sono ancora tali e se i suoi punti di
debolezza possono essere superati, è quindi il caso di mobilitare
tutte le energie presenti nei sistemi territoriali locali per
accrescere in modo sinergico le singole risorse disponibili.
Debbono essere costruite leadership in
grado di pensare al futuro e contemporaneamente gestire il presente.
Sono da individuare
momenti di confronto e condivisione per costruire un futuro di
sviluppo e progresso. La valutazione della possibilità di avviare un
piano strategico è un occasione da cogliere per ripensare al proprio
ruolo e alle scelte che ne conseguono.
|
Perchè un piano strategico?
|
-
Per dare una “scossa” all’economia e
alla società locale
-
Individuare traguardi che creino
voglia di fare e slancio
-
Mobilitare, competenze, cultura e
risorse collettive
-
Riattivare un processo di investimenti
e scoperta di scopi
-
Dare una visione del futuro
posizionamento locale
-
Costruire linee strategiche di
intervento
-
Definire obiettivi condivisi dagli
attori locali
-
Attivare progetti di operatività in
“filiera”
|
Che cosa e’ un piano strategico?
|
-
Un’azione di marketing territoriale
che attiva un processo innovativo che stimola gli attori collettivi
-
Un’attività integrata e selettiva che
pone il territorio “centralmente” come attivatore di vantaggi
competitivi duraturi
-
Una palestra di sistematico contatto e
confronto tra posizioni, preferenze e interessi del “pubblico”,
delle parti sociali e della società civile
-
Un percorso di programmazione
urbanistico/territoriale e socio/economico volontario
L’approccio presuppone un’”Ente
attivatore” che affidi un incarico professionale per la valutazione
della fattibilità di un progetto di questo tipo:
- la logica è quella dell’attivazione
dello sviluppo dalla base (bottom up) secondo una procedura
metodologica che prevede:
-
una diagnosi della situazione locale,
raffrontata alle minacce
-
un’analisi dei punti di forza e
debolezza globale del territorio
-
l’individuazione di obiettivi e della
scala delle priorità
-
la costruzione del piano con gli
organismi di governo
-
l’individuazione degli strumenti
tecnico finanziari
-
il programma di comunicazione
-
il lancio dell’iniziativa
|
Lo studio
di fattibilità e il punto di avvio
|
|
Il fondamento è la costruzione di
momenti di osservazione e ascolto dei principali soggetti territoriali
locali (100/200 organizzazioni) con la preparazione di schede
tematiche su:
-
ambiente
-
cultura
-
turismo
-
servizi
-
urbanistica
-
mobilità
-
produzione
-
commercio
-
lavoro
|
Possibile
ruolo della CCIAA, Associazione, Comune
|
-
sempre maggior affrancamento della
burocrazia passando dalle procedure ai processi
-
velocizzazione decisionale
-
disponibilità all’attivazione del
processo e al confronto con gli enti locali (Comune Capoluogo
Provincia, Consorzi, altri Comuni, etc.) e le forze della società
civile per l’assunzione delle decisioni più rilevanti per l’area
territoriale omogenea individuata
-
consequenzialità e coerenza dei
processi decisionali da assumere con gli scenari futuri previsti e
auspicabili
-
coordinamento tra i soggetti coinvolti
(pubblici/privati) nell’area per far crescere il “valore aggiunto”
nell’attività delle amministrazioni locali
-
operare per far aumentare la “massa
critica” degli investimenti su un singolo rilevante progetto
-
grazie
all’esperienza di ente “compensatore” far crescere la cultura della
“partnership”.
Gli obiettivi delle interviste riportate
sulle schede “tematiche” sono:
-
individuare i problemi prioritari e i
nodi che frenano lo sviluppo nei diversi settori e le eventuali
progettualità presenti o auspicabili
-
far aumentare la consapevolezza degli
attori locali sui problemi a dimensione sovracomunale non
risolvibile da una singola organizzazione
-
far comparire le opportunità che
derivano dalla cooperazione e dal coordinamento con il risultato di
“stimolare” gli attori locali sulle prioritarie tematiche da
affrontare e risolvere insieme
-
sottolineare le “emergenze” presenti,
le opportunità per il territorio, il ruolo dell’ente pubblico, la
necessità del coordinamento e dello sforzo congiunto tra le diverse
organizzazioni
Alcune probabili linee strategiche per
l’attivazione di progetti mirati:
-
opportunità di strutturare l’economia
locale come un vero sistema produttivo integrato (up-grading
economico)
-
orientamento al “valore” e
all’innovazione
-
scoperta ed attivazione di nuove
energie vitali sul territorio
-
interscambio di competenze e
conoscenze esterne all’area
-
aumento della cultura “gestionale”
all’interno del sistema locale
-
incremento della consapevolezza sulla
convenienza ad affrontare e risolvere problemi comuni col metodo del
confronto
-
individuazione delle iniziative e dei
progetti di rilevanza sovracomunale non risolvibili dal singolo
attore
-
leadership progettuale
|
|
La funzione della MR&A |
|
Sostegno, supporto e coordinamento
consulenziale come componente della “segreteria tecnica” insieme alle
strutture individuate per l’espletamento dell’incarico nella fase di
valutazione della fattibilità. In seguito, grazie alla competenza dei
suoi Consulenti nel marketing territoriale, operatività nella
predisposizione dei formulari, delle schede , delle interviste e dei
singoli progetti operativi.
Il nostro coinvolgimento permetterà
l’individuazione del percorso corretto e le scelte concrete per
affrontare il futuro, rafforzare il territorio e promuovere il ruolo
all’interno dello scenario nazionale e internazionale.
|
|
Il Ruolo della Segreteria Tecnica: |
-
Cerniera tra il committente e gli Enti
incaricati della fattibilità.
-
Gestione delle riunioni tra enti
pubblici/comuni, provincia, comunità montane, parti sociali e
società civile con il metodo C.R.M. (Customer Relationship
Management)
-
Predisposizione del materiale di
utilizzo
-
Supporto nella valutazione
tecnico/economica delle priorità
-
Individuazione dei progetti sinergici
-
Stesura delle schede operative
-
Gestione delle interviste
-
Valutazione degli obiettivi con il
metodo del project management
-
Definizione del piano di comunicazione
|